Il Welfare e l’Italia alla vigilia delle Elezioni Europee: che cosa pensano gli italiani sul Mezzogiorno, sul Pnrr e sull’Autonomia differenziata. Ricerca Demopolis per Fondazione con il Sud

L’Italia non è uguale per tutti: non lo è nelle prestazioni del welfare, né sul piano sociale ed economico. Se il 70% dei residenti nel Nord promuove i servizi pubblici nel proprio territorio, il dato si riduce al 39% nel Sud e nelle Isole, dove il 61% dei cittadini è del tutto insoddisfatto. Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine promossa dalla Fondazione Con il Sud e condotta dall’Istituto Demopolis.
La grande stagione del PNRR sembra agli italiani un’occasione mancata: Alla vigilia delle Elezioni Europee, meno di un quinto degli italiani confida che le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza saranno spese in modo efficace per far ripartire il Paese.

Il consenso ai partiti a 30 giorni dalle Elezioni Europee: Barometro Politico dell’Istituto Demopolis

Se ci si recasse oggi alle urne per le Europee, Fratelli d’Italia si confermerebbe primo partito nel Paese con il 27,2%, con un vantaggio di 6 punti e mezzo sul Partito Democratico che otterrebbe il 20,7%. Al 15% si posiziona il Movimento 5 Stelle. È la fotografia scattata dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, a un mese dal voto dell’8-9 giugno.
La presenza dei leader in lista ha un’incidenza sul consenso: con Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia guadagna oltre 2 punti percentuali. Di minor impatto le candidature di Elly Schlein e Antonio Tajani.
Sulle scelte di voto della maggioranza degli italiani incideranno prevalentemente il partito e le questioni politiche interne; il 28% guarderà ai candidati in lista, mentre appena il 19% terrà conto del programma per l’Europa.

Le priorità degli italiani nel sondaggio dell’Istituto Demopolis

Nell’agenda dei cittadini per il Governo, al primo posto è oggi l’efficienza della sanità, indicata dal 75%: era citata da poco più del 50% 5 anni fa. Al secondo posto, il 67% auspica interventi di contenimento dell’inflazione e del costo della vita; 6 su 10 vorrebbero una reale riduzione della pressione fiscale. Sono i dati che emergono dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, a meno di 20 giorni dalle Europee. Nella scala delle priorità indicate dalla maggioranza assoluta degli italiani, accanto alle politiche per l’occupazione e alla sicurezza urbana, rientra oggi, dopo il “caso Liguria”, anche l’esigenza di un impegno nella lotta alla corruzione.
Nella percezione dell’opinione pubblica la contiguità tra affari e politica nel nostro Paese non è diminuita, tutt’altro: più di un terzo ritiene che negli ultimi 20 anni sia aumentata, per il 48% – quasi 1 italiano su 2 – è rimasta di fatto come prima.

Chi siamo: profilo dell’Istituto Demopolis

Il metodo di lavoro di Demopolis, Istituto Nazionale di Ricerche diretto da Pietro Vento: clienti e prodotti, ambiti di analisi e di indagine, attività di consulenza e comunicazione.
Con un team di ricercatori ed esperti di comunicazione di pluriennale esperienza, Demòpolis studia le tendenze della società italiana con competenze mirate nell’analisi dell’opinione pubblica, nelle indagini demoscopiche, nella ricerca sociale, politica e di mercato, nella comunicazione e nella consulenza strategica.
L’Istituto ha realizzato indagini demoscopiche e sondaggi d’opinione per il programma Otto e Mezzo (LA7), Radio1 e il Giornale Radio Rai, per il TG1, il Tg2, il Tg3, le TGR Rai regionali e RaiNews, per diversi quotidiani e settimanali nazionali e regionali.

The Power to Know, and Act on, What Italians are Thinking, Doing and Feeling

Demopolis: verso il voto per le Europee. Si asterranno oltre 20 milioni di italiani

Tra 60 giorni, sabato 8 e domenica 9 giugno, gli italiani saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo. Fratelli d’Italia otterrebbe oggi il 27%, distanziando di 7 punti il Partito Democratico al 20%. Terzo gradino del podio per il Movimento 5 Stelle attestato al 15,8%. Sono i primi dati che emergono dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, a 2 mesi dal voto per le Europee. Forza Italia, con l’8,7% inclusivo di Noi Moderati, tornerebbe a superare dopo molti anni la Lega di Salvini, che si fermerebbe all’8%.
Il fenomeno dell’astensione sarà molto rilevante: sono oggi oltre 20 milioni gli elettori orientati a non recarsi alle urne alle prossime Elezioni Europee.

Sondaggio Demopolis: militari europei della Nato in Ucraina? L’opzione Macron nell’opinione degli italiani

Nelle ultime settimane, è cresciuta nell’opinione pubblica la preoccupazione per la situazione internazionale: dal Mar Rosso al ritorno dell’Isis con la strage a Mosca, sino alle due guerre per le quali non si intravede a breve una via d’uscita. Quasi 3 italiani su 4 guardano con favore alla risoluzione delle Nazioni Unite per una tregua nella Striscia di Gaza.
Sull’altro versante di guerra il 67% degli italiani dichiara di temere nei prossimi mesi un’escalation del conflitto tra Russia ed Ucraina con un diretto coinvolgimento dell’Europa e del nostro Paese. A far crescere la tensione ha contribuito nei giorni scorsi anche la dichiarazione del Presidente francese Macron che ha sostenuto come un intervento di truppe europee nel conflitto non possa essere escluso.

Il conflitto israelo-palestinese nell’opinione degli italiani

A 5 mesi dall’attacco terroristico di Hamas in Israele del 7 ottobre, crescono le preoccupazioni dell’opinione pubblica per le incognite del conflitto in Medio Oriente e per il costo pesantissimo in vite umane. Più di 2 italiani su 3 ritengono che servirebbe imporre una tregua per interrompere l’uccisione di civili palestinesi nella Striscia di Gaza e permettere la liberazione degli ostaggi. Di parere diverso il 23%, convinto che Israele abbia il diritto di proseguire l’azione militare a Gaza.
È uno dei dati più significativi che emerge dall’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis.
Guardando al futuro, dopo l’auspicabile fine del conflitto, la soluzione di due Stati per i due popoli, israeliano e palestinese, trova ampia condivisione nel nostro Paese.

Gli orientamenti dell’opinione pubblica italiana dopo 2 anni di guerra tra Russia ed Ucraina

Sono trascorsi 2 anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, iniziata all’alba del 24 febbraio 2022. 24 mesi di conflitto hanno inciso sull’atteggiamento dell’opinione pubblica nel nostro Paese: poco più di un quarto degli italiani ritiene che l’Europa debba mantenere fermamente la propria posizione nel supporto all’Ucraina; il 65%, invece, di fronte al prolungarsi del conflitto, auspica che l’Europa possa impegnarsi diplomaticamente per una tregua e per provare a favorire un negoziato tra Mosca e Kiev. È uno dei dati che emerge dall’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis.
Netta la posizione degli italiani rispetto ad un eventuale coinvolgimento sul campo della Nato e, conseguentemente, del nostro Paese: meno di 1 su 10 condivide l’opzione di un intervento con mezzi e truppe nel conflitto.

Come cambiano le priorità degli italiani: il trend 2019-2024 nell’analisi dell’Istituto Demopolis

Per l’80% degli italiani dovrebbe essere il contenimento dell’inflazione la priorità assoluta dell’agenda di Governo del 2024. Al secondo e al terzo posto, citate da 2 cittadini su 3, l’esigenza di investimenti nella sanità e di una reale riduzione della pressione fiscale.
Ma come sono mutate negli ultimi 5 anni le priorità degli italiani? “L’emergenza Covid prima, le guerre e i problemi dell’energia dopo – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – hanno modificato significativamente l’agenda di Governo dei cittadini”. A scapito delle politiche per l’occupazione, che erano al primo posto nel 2019, la prima posizione viene conquistata oggi dal contenimento dei prezzi.

Demopolis, sicurezza stradale e sanità pubblica: su che cosa si ritrovano gli italiani al di là della collocazione politica

Sicurezza stradale e sanità pubblica sono due, tra i temi della quotidianità del Paese, sui quali l’opinione pubblica si ritrova unita, senza le classiche polarizzazioni politiche che di norma la caratterizzano su molte altre questioni divisive. La conferma viene dall’ultimo sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis.
2 italiani su 3, il 66%, valutano positivamente l’inasprimento di divieti e sanzioni nel nuovo Codice della Strada varato dal Governo.
Altra piena convergenza gli italiani dimostrano sui temi della salute: il 75% riterrebbe importante destinare nella prossima legge di Bilancio una quota significativa alla sanità.